Come scegliere il riso al supermercato

Come scegliere il riso al supermercato
Una guida pratica per scoprire come leggere l'etichetta del riso e scegliere il migliore per l'occasione.

di Valentina Masotti

Stasera voglio preparare un bel risotto. Sono al supermercato, arrivo davanti allo scaffale del riso e trovo 20 confezioni diverse con prezzi altrettanto lontani. Come scelgo il riso da risotto? Beh facile: questa confezione lo scrive proprio in etichetta, “Riso da risotto”. Lo dice anche quest’altra: che differenza ci sarà tra l’uno e l’altro? E poi vorrei un riso italiano, dov’è scritto il luogo di coltivazione?

Queste altre domande sorgono spontanee tra le numerose e vivaci confezioni che popolano lo scaffale. A volte la fretta di finire la spesa ci porta a dare uno sguardo fugace, giusto per controllare che la data di scadenza non sia troppo vicina. Eppure tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno sono scritte in etichetta! Basta avere la pazienza di soffermarsi 5 minuti e saper dove guardare.

Risotto: quale riso? 3 consigli pratici

Ecco 3 pratici consigli per non perdere tempo e trovare un perfetto riso da risotto italiano.

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  1. Cerchiamo il nome della varietà del riso in etichetta.

 

Le più diffuse varietà di riso italiane per il risotto sono: Carnaroli, Arborio, Roma, Baldo, Sant’Andrea, Vialone Nano. Hanno tutti chicchi di forma ovale e una buona tenuta di cottura. Se avrete la pazienza di seguire i prossimi articoli della Rubrica Riso, vi spiegherò nel dettaglio le caratteristiche di ciascun riso e perché vale la pena scegliere proprio questi.

Anche se vi capiterà di imbattervi in confezioni dove la varietà non sembra indicata, spulciate bene l’etichetta, perché per legge dev’essere scritta (Legge 325/58). Sulla parte frontale del pacchetto potrete trovare “Riso da risotto”, “Chicchi grandi da risotto” e vari nomi di fantasia, ma se cercate vicino alla data di scadenza e al lotto, troverete una lettera stampata vicino ad un legenda. Lì potete leggere il nome della varietà di riso contenuta nella confezione.

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  1. Cerchiamo il marchio Riso Italiano

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In Italia non è obbligatorio indicare il luogo di coltivazione del riso in etichetta, ma solo la ragione sociale dello stabilimento in cui il riso è confezionato (Reg. EU 1169/11). Ente Risi ci viene in aiuto e assegna solo al riso coltivato in Italia un logo che si chiama appunto “Riso Italiano”. Occhio a non farvi confondere da bandierine tricolore varie, solo il logo di Ente Risi garantisce il riso italiano.

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  1. Cerchiamo il luogo di coltivazione con i risi DOP e IGP

 

Se poi non vi basta sapere che il riso è coltivato in Italia, ma volete sapere anche dove, scegliete DOP e IGP, che circoscrivono uno specifico territorio. In Italia sono tre: la DOP Baraggia in Piemonte, l’IGP Nano Vialone Veronese in Veneto e l’IGP Delta del Po, territorio compreso tra le provincie di Ferrara e Rovigo.

Adesso potete scegliere il perfetto riso da risotto italiano. Vi aspetto in cucina la prossima settimana per vedere insieme le fasi di preparazione del risotto.


Lorenzo Vinci

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