“Fatti di birra” per scoprire il vasto mondo della birra artigianale

“Fatti di birra” per scoprire il vasto mondo della birra artigianale
Come innamorarsi di una bionda, una rossa e una bruna.

di Camilla Rocca

“Fatti di birra” di Michela Cimatoribus, Marco Giannasso e Andrea Legittimo non è manuale tecnico e neanche una guida alle migliori birre ma piuttosto una voce amica ti prende per mano e ti accompagna nell’esplorazione (per molti ancora nuovo e misterioso) del mondo della birra artigianale, di cui ancora non è chiaro se si tratti di una moda o di un prodotto destinato a cambiare per sempre il nostro modo di bere.

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Il volume è diviso in 10 capitoli, ognuno con un tema specifico, dai gusti della birra agli stili, dalla preferenza del vino alla versatilità della birra, dal “significato” della doppio malto alle modalità di servizio, al giusto bicchiere, dal consueto abbinamento con la pizza all’accostamento con altri piatti.

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Ogni capitolo è introdotto da una “storia” frutto della penna di Marco Giannasso, degustatore, formatore, homebrewer, giudice in concorsi internazionali, grande viaggiatore e conoscitore delle principali regioni di produzione birraria del mondo.

La parte centrale proviene dalle conoscenze accumulate da Michela Cimatoribus in anni di studio della birra, degustazioni, viaggi birrari e soprattutto organizzazione di corsi di formazione ed eventi birrari.

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Infine, le degustazioni alla fine di ogni capitolo sono scritte da Andrea Legittimo, il più giovane ma non meno appassionato ed esperto dei tre, anche lui degustatore, homebrewer e relatore nei corsi di The Good Beer Society, il progetto che li unisce tutti e tre dal 2015 in un percorso di esplorazione e formazione, rivolto a tutti coloro che vogliono approfondire le proprie conoscenze birrarie.

Per coloro che amano accostare alla teoria la pratica, Salvatore Garofalo, uno chef che da anni propone una cucina di livello, usando la birra come protagonista delle sue creazioni e in abbinamento, illustra alcune delle sue ricette.

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Last but not least, un glossario di termini birrari, per fugare ogni dubbio.

Un esempio? Traendo spunto dalla loro esperienza personale, gli autori raccontano “storie” come questa, dedicata al gusto della birra:

“Anche l’occhio vuole la sua parte.

E’ proprio vero che la saggezza popolare non passa mai di moda.

Una buona birra è una delle cose più rinfrancanti che ci possa essere, però se fosse anche una “bella birra” non sarebbe meglio?

Ogni birra ha le sue proprie caratteristiche anche riguardo all’aspetto: schiuma, colore, trasparenza.

Legate allo stile, alla particolare produzione e molto anche al servizio.

Che si parli di mescita alla spina, a pompa, a caduta, servizio in bottiglia o lattina cerchiamo di rendere omaggio il più possibile all’aspetto del prodotto.

Cosa ne direste di Marilyn Monroe con un vestito che non le dona?

È bionda, è bella, è affascinante, però con quel pastrano e quegli stivali da pioggia di sicuro non notereste il suo vitino da vespa e le sue caviglie ben affusolate, senza pensare poi al cappuccio che le copre la sua famosa chioma.

Certo la sostanza c’è, però se vi passa davanti insieme a un’altra donna in quelle vesti probabilmente non la degnereste di uno sguardo e sareste attratti dall’altra che sembrerebbe molto più carina al suo confronto, perdendovi la Marilyn mondiale.

Direi imperdonabile.

Sto farneticando?

Non credo.

Pensate ad una Pils versata a una temperatura che non le rende onore in un bicchiere largo e basso e senza un filo di schiuma.

Altro che Marilyn imbacuccata, è ancora peggio, chi la ordinerebbe mai?

Di sicuro non potremmo godere del suo colore scintillante, della sua trasparenza, del suo perlage e soprattutto della sua splendida chioma, ops schiuma pannosa.

Non finisce qui.

Come la mettiamo con l’inconfondibile Chanel n. 5 tanto caro alla diva americana?

Ebbene anche la nostra diva di origini boeme ha un profumo, anzi un bouquet di profumi che vengono esaltati da un bicchiere scelto correttamente.

Puntiamo quindi ad un’elegante flute che le calzi a pennello come un lungo vestito da sera che ne metta in risalto il “corpo” e lo scintillante colore, versiamola in modo che la splendida pettinatura fatta di candide bollicine scenda dolcemente sulle spalle nude impreziosite da un perlage che ricordi una collana di perle e da cui provenga un accattivante profumo erbaceo e mieloso”.

Camilla Rocca

[Photo Credits: Claudia Calegari]

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