“Doppiamente buono”: la cucina etica e golosa di Emina Cevro Vukovic

“Doppiamente buono”: la cucina etica e golosa di Emina Cevro Vukovic
Menù, ricette stagionali e tanti racconti nel testo di Emina Cevro Vukovic sulla cucina sostenibile.

di Mariagrazia De Castro

Pubblicato per Morellini “Doppiamente buono” è un testo che analizza il tema della sostenibilità nel piatto analizzato attraverso racconti, approfondimenti, menù stagionali equilibrati e più di 160 ricette. Scopriamo qualcosa in più attraverso le parole dell’autrice Emina Cevro Vukovic.

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L’intervista

1-Emina, vuoi presentarti ai lettori?

Sono una curiosa professionista, questa è la migliore definizione che posso dare di me stessa, se potessi passerei la vita a studiare, a indagare. Dietro Doppiamente buono ci sono decenni di curiosità, sperimentazione e studi sulla nutrizione che comunque non è la mia sola passione. Insegno yoga, anche come docente ai corsi di formazione Aipy per l’insegnamento dello yoga nell’età evolutiva, sono giornalista, da sempre impegnata sui temi della sostenibilità ambientale. Sono stata fashion editor e cuoca vegetariana, ho vissuto a lungo a Londra. Quello che rimane al centro di una vita con molte sfaccettature e molti luoghi è l’amore per la scrittura. Pur avendo avuto molto successo internazionale con il libro Nell’harem (Sonzogno) dei miei libri passati sono affezionata a Fior di pelle (Ponte alle grazie), è un libro molto mio, mostra come sono. E anche Doppiamente buono è un libro molto sincero dove esprimo il mio impegno per l’ambiente, il sociale e il gusto per la cucina.

2-Da dove nasce Doppiamente buono?

Dalle richieste della mia amica Anna che a Londra mi chiedeva lezioni di cucina vegetariana. Grazie a lei e altre mie allieve ho capito cosa serve a chi vuole cambiare modo di alimentarsi per adottare una cucina più sana e rispettosa del pianeta. Non bastano delle ricette, sono necessarie delle linee guida generali – che ho offerto nei primi capitoli del libro- e serve sapere cosa mettere in pentola a pranzo e a cena un giorno dopo l’altro, senza ripetizioni, senza fare troppa fatica, con piatti gustosi e economicamente accessibili. Doppiamente buono risponde anche a questa seconda esigenza che non trova soluzione nei pur tanti bei ricettari in commercio, è qualcosa che manca e di cui le persone hanno bisogno, perché non è facile, per la maggior parte delle persone studiare una successione di pasti salutare e sostenibili, dunque doppiamente buoni, per una intera settimana e in accordo con la stagione. Per questo la seconda parte del libro accoglie cinquantasei menu stagionali equilibrati, ovvero per ognuna delle quattro stagioni le ricette per il pranzo e la cena per una intera settimana. I menu sono studiati anche per evitare, ruotando gli alimenti, carenze alimentari.

3-La cucina etica…cos’è?

E’ una cucina che usa ingredienti coltivati senza danneggiare l’ambiente o le persone. Chi lavora la terra deve essere pagato il giusto. In una ottica etica si evita di acquistare i prodotti di chi sfrutta l’ambiente o le persone. Nello yoga questo si chiama ahimsa, non violenza, ed è il primo requisito per intraprendere la via dello yoga. Senza ahimasa non c’è vero yoga. E’ necessario documentarsi sui prodotti che acquistiamo, non basta pensare alla propria salute, è importante anche quella del pianeta. Per fortuna quello che fa bene a noi fa bene anche al pianeta! Inoltre è fondamentale evitare gli sprechi di cibo in considerazione degli 850 milioni di persone che non hanno da mangiare a sufficienza.

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4-Perché la cucina è l’ambiente domestico ideale per essere sostenibili?

Cucinare bene può avere un grande impatto sulla qualità della nostra vita e su quella del pianeta. Ciascuno di noi decide cosa mangiare almeno 1095 volte in un anno, dunque le nostre scelte sono importanti, possono influenzare la produzione, cambiare il mondo. Cucinando con la giusta prospettiva ci si nutre e si fa allo stesso tempo dell’etica, della macroeconomia, della auto-terapia, dello yoga e, in casi felici, della poesia.

5-A chi si rivolge il libro?

Direi a quasi tutti, visto che tutti mangiamo e quasi tutti vogliamo farlo in un modo piacevole, con piatti leggeri e gustosi. In modo particolare può essere utile ai praticanti yoga che vogliono migliorare la pratica attraverso una alimentazione che stimoli stati mentali positivi e permetta al corpo di essere più elastico e forte. Secondo lo yoga alcuni cibi portano alla salute e a stati mentali positivi mentre altri appesantiscono e conducono a stati mentali negativi. Chi ricerca la pace, la gioia, la saggezza, l’amore, viene dunque avvisato: l’alimentazione, essendo un generatore di stati di coscienza, richiede attenzione. Il libro poi è diretto a tutti coloro che hanno a cuore il futuro del pianeta, l’ambiente, la giustizia sociale, l’equanimità e desiderano essere informati su come possano contribuire alla realizzazione di queste mete attraverso le loro scelte quotidiane. Può essere importante anche per le mamme che curano l’alimentazione dei bambini e si sentono chiamate a salvaguardare il pianeta per le prossime generazioni.

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Le citazioni

Abbiamo il dovere di assicurare che la prossima generazione conosca del cibo vero, che cresca armata delle conoscenze e delle capacità che permettono di fare delle scelte alimentari buone per sé e il pianeta. La mancanza di capacità culinarie è un serio impedimento a una alimentazione sana, vanno condivisi i saperi. Dobbiamo difendere i bambini dalla società “obesogenica” che li seduce con spot e onnipresenza di cibo spazzatura.

Con i piatti di famiglia si celebra la vita, l’appartenenza, il calore, gli affetti. Si ritrovano le proprie vitali radici. Non siamo foglie al vento, anche se a volte gli sconquassi della vita ci fanno sentire così. Siamo il frutto di generazioni che hanno lottato per riuscire a trasmetterci la vita...Cucinare alcuni piatti esattamente come facevano i nostri antenati ci ricollega istintivamente al fiume di questa vita di cui facciamo parte, e se lo facciamo con consapevolezza diventa un rito che con il tempo guarirà le nostre paure o la nostra inconfessata solitudine e ci avvicinerà alla pace di una comunicazione più aperta e sincera.


Lorenzo Vinci

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