Amistà 33: il nuovo ristorante dello Chef Marco Perez nel cuore della Valpolicella

Amistà 33: il nuovo ristorante dello Chef Marco Perez nel cuore della Valpolicella
Amistà 33 il ristorante gourmet al Byblos Art Hotel.

La parola chiave per entrare in questo ristorante è ARTE. Ma al Byblos Art Hotel le atmosfere sono surreali. Ci si ritrova in un sogno irreale e freudiano, un incontro-scontro tra l’antico della cinquecentesca villa veneta di Villa Amistà a Corrubbio di Negarine (all’imbocco della dorata Valpolicella) e la collezione d’arte moderna della famiglia Facchini, proprietari del marchio Byblos.

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20.000 metri quadrati, 59 stanze diverse disposte su tre piani, ognuno dal carattere diametralmente opposto, un progetto dell’architetto Alessandro Mendini, con oltre 100 opere di artisti di fama internazionale: Marina Abramovic, Vanessa Beecroft, Peter Halley, Demian Hirst, Anish Kapoor, Marc Quinn, Cindy Shermann. In stanza e sala si trovano inoltre oggetti ed arredi dei più importanti designer globalmente conosciuti come Gio Ponti, Eero Saarinen, di F.L. Wright, di Aldo Rossi, Philippe Starck, Ron Arad, Gaetano Pesce, Anna Gili, Patricia Urquiola, Harrison & Gil, Marcel Wanders, Ettore Sottsass, Luca Sacchet.

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Ecco l’arrivo del premio World Luxury Hotel Awardsnel 2015, affascinante scenografia per il palcoscenico del nuovo ristorante gourmet Amistà 33, capitanato dallo chef Marco Perez, aperto agli ospiti dell’hotel ma anche all’esterno. Eleganza nell’informità che rimane con il preesistente ristorante Atelier, per una cucina che strizza l’occhio al territorio e per un easy lunch.

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Una cucina “senza inibizioni” invece si declina in soli 25 sedute a Amistà 33, dove lo chef libera la propria libertà creativa e intima agli ospiti di spogliarsi di tutte le sovrastrutture, fino a leccare il piatto e usare le mani, su un delicato petalo di magnolia di ceramica in un primitivo gioco volto all’appagamento dei sensi. Barocco moderno, semplicità, immediatezza e una ricerca continua all’essenzialità: questo aspettatevi da Amistà 33, una cucina da amare o odiare, follemente.

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Non ci sono tovaglie ma solo giochi tattili per il 33, il numero della perfezione e della maestria, un omaggio all’italianità e al Made in Italy. La somma delle sue cifre (6) è associata a Venere e alla bellezza, nonché al numero dei nostri sensi, compreso il meno manifesto. Un forte legame con l’acqua, il 6, che per associazione energetica è il fulcro per lo sviluppo del senso del gusto attraverso le emozioni.

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Lo chef Marco Perez, classe ’69 e molteplici progetti: a partire dalla collaborazione e l’amicizia che lo lega con Massimiliano Alajmo de Le Calandre (3 stelle Michelin), l’esperienza come executive sous chef a new Dheli per Regency Hyatt e chef in charge del ristorante gourmet “La piazza”, executive sous chef a Londra per Four Seasons Hotel e chef in charge del ristorante gourmet “Il quadrato”, executive sous chef a Milano per Park Hyatt Hotel e chef in charge del ristorante gourmet “The Park”; non pago Perez ha scritto “Yogurt Grand Goumet, la sostenibile leggerezza del gusto” e “Party Food”, entrambi editi da Gribaudo Editore ed è docente del Master della Cucina Italiana per Tecniche di cucina.

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Oltre 400 etichette dell’antica cantina a volta sottostante il ristorante completano il quadro, prima di lasciare la villa con un bellissimo auspicio scolpito nell’ingresso, che ne rivela il nome: Amistà in veneto antico significa “amicizia” ma anche convivialità e fedeltà.

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