Abbinamento cibo-vino: 7500 etichette per non sbagliare

Abbinamento cibo-vino: 7500 etichette per non sbagliare
Con le Feste si ripropone l'annoso problema: quale vino abbinare ai tanti piatti in programma? Ecco qualche consiglio.

Nel corso dell’anno si presentano occasioni propizie in cui, stappare una bottiglia di buon vino, è il migliore auspicio. Cosa sarebbe però la degustazione di un vino senza l’abbinamento ad una prelibata pietanza? I vini, infatti, hanno la predilezione ad essere degustati in abbinamento al cibo. In occasione di festeggiamenti importanti, è solito comporre dei menù con ricche e variegate preparazioni culinarie.

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Negli ultimi anni, si sta diffondendo la moda di abbinare un vino diverso ad ogni portata. Si presenta così una scaletta di degustazioni che deve seguire un ben preciso filo conduttore. In funzione dell’alimento principe prescelto i vini cambiano in tipologia e temperatura. Se si tratta di una location di montagna sarà quasi d’obbligo redigere un menù a base di carne, nello specifico di selvaggina con contorno di funghi. Regioni come la Toscana e il Piemonte producono vini che ben si prestano a questo tipo di abbinamento.

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Non a caso i piatti tipici sono proprio a base di succulente preparazioni con carne di lepre, capriolo, fagiano e selvaggina varia. Riconfermando, quindi, la teoria secondo la quale i piatti di una regione vanno abbinati con i vini del territorio, possiamo dire che la scelta spazia all’infinito.

Vini rossi importanti toscani e piemontesi riescono a ben soddisfare questa associazione. Gli amanti del buon bere riusciranno a trovare on line il prodotto ideale. Il sito di Tannico, infatti, mette a disposizione più di 7500, tra le migliori etichette di vini italiani ed internazionali. Con poche semplici regole è possibile abbinare la bottiglia ideale, in grado di esaltare la bontà della pietanza.

In genere, l‘abbinamento avviene per contrapposizione. In pratica, se il cibo tende ad essere con tendenza dolce si preferisce abbinare un vino abbastanza sapido accompagnato da buona acidità. Al contrario, se il cibo è saporito e succulento, un buon tannino e corredo alcolico rappresenteranno l’associazione migliore. Nel nostro caso, la vendita di Sassicaia su Tannico può essere di aiuto per il buon abbinamento con il menù a base di selvaggina da pelo. Il vino, infatti, rappresenta un’eccellenza vinicola unica nel suo genere. Esso è un DOC prodotto nella zona corrispondente al comprensorio del comune di Castagneto Carducci, in provincia di Livorno. Questo piccolo angolo di Toscana riesce a regalare un prezioso vino che è tra i più ricercati a mondo grazie alle sue caratteristiche organolettiche. L’unica azienda autorizzata a produrre questo vino è Tenuta San Guido. L’esperimento d’impiantare barbatelle di Cabernet sauvignon e Cabernet franc provenienti dalla Francia fu condotto dal marchese Mario Inciso della Rocchetta. Egli, grande esperto di vini, volle provare a produrre vino in un territorio simile, per composizione, a quello del Bordeaux. Grazie a lui, oggi, è possibile degustare questo vino che regala momenti di puro piacere gustativo. Il suo colore è inconfondibilmente rosso rubino intenso tendente al granato con l’invecchiamento. Il bouquet è ricco ed elegante e prelude ad un gusto complesso e armonico. Il tenore alcolico è di 12% Vol.

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Il suo abbinamento ideale è con la succulenta cucina toscana in cui prevalgono selvaggina e funghi. Il vino è consigliato anche per una conviviale riunione tra amici assaporando formaggi stagionati e strutturati.

Un menù a base di cucina di mare, sicuramente, prevede l’abbinamento con vini bianchi e rosati disponibili sul sito di Tannico. La scelta, in questo caso, può spaziare tra fermi e frizzanti. Quale fra i due? Si può cominciare col dire che i vini con le bollicine ben si prestano a crostacei e frutti mare. La tendenza dolce, ad esempio di gamberi, astici ed aragoste può essere piacevolmente contrastata dalla sapidità di un extra-dry o un brut. La succulenza sprigionata da questi prodotti tende a colmare il palato. Le bollicine, quindi, svolgono la funzione di pulizia delle papille gustative in attesa del boccone successivo. Un freschissimo pesce arrosto si sposa bene con un profumato vino bianco corredato da freschezza. Il rosato, invece, è ideale nel caso si tratti di piatti elaborati in cui predominano i condimenti a base di pomodoro, olive e capperi, tipici delle località isolane.

Lorenzo Vinci

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